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L'Orissa è un luogo ancora poco frequentato dal turismo, ma che affascina chi è interessato alle popolazioni tribali. Infatti la principale attrattiva di questo viaggio sono i villaggi e i mercati abitati da tribù che hanno culti, lingue e costumi completamente diversi dalla tradizione ariana. I segni della religione induista si trovano invece sulla costa, nel cosiddetto "triangolo sacro": Bhubaneswar e i suoi antichi templi in stile Nagar, Konarak e la Pagoda Nera coperta di sculture erotiche, la città sacra di Puri.
Lo stato dell’Orissa, delimitato dal Bengala Occidentale, il Bihar, Madhya Pradesh, Andra Pradesh e il golfo del Bengala, si estende su una superficie di 155.000 kmq, e conta una popolazione di circa 8.000.000 di abitanti, dei quali il 23% è costituito da etnie tribali. In Orissa sono presenti 62 differenti tribu, ognuna con differenti caratteristiche culturali, modo di vita e lingua; ad esempio i Bonda vivono di caccia e della raccolta dei prodotti della terra; i Kutia Kondh sono dipendenti dalle coltivazioni. I maggiori ceppi linguistici sono due; quello dravidico e quello austrico; il primo comprende il Gondi, il Kui e Kurukh; il secondo si suddivide in lingua Santali, Mundari, Gadaba, etc...L'Orissa ha un territorio pianeggiante lungo la costa e collinare all'interno. Dal 1956 la capitaledell’Orissa èBhubaneshwar, conosciuta come "la città dei templi"; nell’antichità ne possedeva 7000, e ora ne rimangono all’incirca 500, non tutti in buono stato ma molti ancora aperti al culto. A causa di questa massiccia presenza di templi in passato la città fu un centro importante di pellegrinaggio; vi si venera soprattutto Shiva, qui conosciuto come Tribhuvaneshvara, da cui il nome di Bhubaneshwar. Molti templi della capitale sorgono intorno ai Bindu Sagar, pozzi che la tradizione vuole alimentati dai fiumi sacri dell’India.
La storia documentata dell’Orissa risale alla dinastia dei Kalinga, tra il IV e III secolo A. C. I Kalinga furono sostituiti dai Maurya, il cui sovrano, l’imperatore Ashoka, nel 262 A. C si convertì al buddhismo, dopo una sanguinosa battaglia contro i Kalinga. A Dhauli, il luogo dove si dice avvenne questa battaglia, si trovano gli "editti di Ashoka", testimonianze storiche importantissime dell'esistenza di questo imperatore buddhista.Successivamente fu il turno della dinastia dei Kesari, che dopo secoli di buddhismo si adoperarono per la re-installazione dell’induismo. Ad essi si deve la costruzione del bellissimo tempio di Puri dedicato Jagannath, una manifestazione del dio Vishnu. Tra il XII e l’inizio del XV secolo fiorirono i Ganga, che ci lasciarono lo splendido tempio del dio sole a Konarak. L'Orissa non sfuggì alla dominazione Moghul, per poi essere annessa alla compagnia delle Indie Orientali nel 1803.
Un viaggio in Orissa ha quindi un duplice aspetto: la visita culturale del suo 'triangolo d'oro': i famosissimi templi di Puri, Konark e Bhubaneshwar, attrazioni notevoli per chi ama l' architettura indo-ariana; e poi la visita delle sue popolazioni tribali, che vivono in piccoli villaggi affossati su colline verdi: si possono visitare i mercati dove le tribù fanno i loro scambi di merce, e i villaggi per osservare il loro modo di vita. Dal punto di vista del turismo etnico, le tribù dell'Orissa sono tra le più autentiche che si possono incontrare in India.
Il viaggio in Orissa si è svolto nel gennaio 2006.


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